28 settembre 2008

Drink different









Bocca piena di carne rovente, pulsante.

Il sangue monta impetuoso sulla punta del sesso.
Scivolamenti di lingua, lavorio delle labbra,
risucchio imperioso che reclama il premio finale.

Cascata di spuma bianca, salata e dolce, che colma la bocca carnosa e cola giù,
mentre sapore e retrogusto raccontano cos'è un pompino ...






(Pat Pong - Anno I - N.7)




Click



Si accorse di essere osservata una mattina che, trafelata, correva per raggiungere il bus che rischiava di perdere, ed era in ritardo, al solito.
Le sue caviglie sottili si muovevano veloci sui tacchi a spillo, e la corsa sottolineava i suoi polpacci torniti, aveva bellissime e lunghe gambe, inguainate in calze sexy, con un antico vezzo, la riga sulla lunghezza della gamba.
Avvertì proprio la sensazione di avere due occhi che la scrutavano, attenti.
Provò a capire chi la guardasse in modo così insistente da farle muovere la pelle, ma nei dintorni, con un'occhiata frettolosa, non vide nessuno.
La giornata, dopo il bus preso per miracolo, scorse uguale a tutte le altre, il lavoro era uno di quelli di routine, senza troppi voli, e finalmente arrivò il momento in cui il bus poteva anche partire senza di lei.
Per tornare a casa si concedeva un po' di relax.
Aveva una camminata sicura. Sexy.
Lo sapeva, a volte usava questa consapevolezza, ma quella sera era assorta in qualche piccolo pensiero al quale doveva dedicare un po' di riflessione.
Poi, di colpo, di nuovo quella sensazione "strana".
Qualcuno la stava osservando, con attenzione, gli occhi mirati a lei.
Lo sguardo, del quale non riuscì a capire la provenienza, la seguì fino sotto casa.
Entrò nel portone, girandosi ancora una volta per cercare il padrone dei due occhi curiosi, poi salì le scale.
Ritirò la posta e la incuriosì una busta color seppia, chiusa, senza francobollo, con il suo nome scritto con calligrafia composta, e null'altro.
Aprì la busta e trovò all'interno tre foto della sua corsa mattutina.
Una le inquadrava lo spacco della gonna, posto sul retro dell'indumento, e sottolineava calze e gambe e i tacchi sottili.
Una foto molto bella, sexy. Curata.
Una era un primo piano netto del suo sedere fasciato nella gonna del tailleur stretto.
Ed anche questa sembrava ripresa come se lei fosse in posizione.
La terza inquadrava il suo volto girato, con un primo piano degli occhi che cercavano proprio lo sguardo che aveva scattato quelle immagini.
Un misto di paura ed eccitazione la accompagnarono in casa.
I rituali gesti, doccia, coccole e cibo al gatto, la scelta di qualche brano per riempire il silenzio, una cena frugale e solitaria, un bicchiere di vino.
E quelle foto a martellarle la testa.
Dopo una settimana le foto erano circa una trentina.
Qualcuna ripresa anche mentre lei era in casa, sul balcone in compagnia di una sigaretta a guardare il mondo che si muoveva.
Il pensiero che qualcuno la spiasse la intimoriva, ma soprattutto, strano per lei che era sospettosa di natura, la eccitava.
Iniziò a vestirsi in modo più sexy, scollature profonde, gonne più corte, pizzi a vista.
Alti tacchi sui quali ondeggiava sinuosa.
Anche in casa indossava abitini aderenti, a volte truccava la bocca, sapendo che lui spesso inquadrava le sue labbra socchiuse o imbronciate.

Iniziò insomma un gioco che, diabolico, la governava.
Governava i suoi sensi, il suo sangue, il suo sesso, che era sempre bagnato, pulsante, perso tra quel misto di paura ed eccitazione.
Il gioco andò avanti, estenuante, per un mese.
Un mese nel quale le foto diventarono centinaia, e nel quale lei non riuscì a scoprire dove fosse puntato l'obiettivo.
Smise all'improvviso.
Lasciandole un senso di vuoto che non riuscì a spiegare a sé stessa.
Pensò di essersi isolata troppo, forse era il momento giusto per trovare un uomo, nonostante prima di quei maledetti scatti rubati non ne sentisse la necessità.
L'assenza del gioco la portò quasi al delirio sessuale.
Si vestiva, come per accogliere un amante, si toccava, godeva, gemeva.
Era preda di una trappola costruita da un carceriere che temeva ma che voleva assolutamente scovare.
Lo voleva.
Chiunque egli fosse. Comunque egli fosse.
Lui, ad ogni costo.
Era riuscito a fare breccia in una parte di lei sopita.
La parte che ora era scatenata e la rendeva troia.
Ecco, così si sentiva.
Sua e troia.
Guardava in continuazione le foto.
Fino a quando una sera ...
Nella buca delle lettere la busta, la solita.
Con il suo nome.
Fremendo l'aprì e guardò la foto frenando la propria voglia di urlare.
La foto non ritraeva lei.
Ma due occhi profondi e ridenti, bonari, ironici, due occhi che la stavano scopando, da quel pezzo di carta magica che si imprimeva di momenti di vita.
Due occhi che la fecero vegliare tutta la notte, con le mani che frugavano impazzite ovunque.
Turgidi i seni, bagnato il suo sesso che reclamava il padrone di quello sguardo.
Folle di voglia.
Il giorno dopo rientrò, la buca delle lettere vuota, delusa davanti all'ascensore.
Si accorse di Marco dopo qualche secondo.
"Ciao, anche tu fai le ore piccole in ufficio?"
Lui rispose: "Sì, è un periodaccio", senza togliere gli occhiali da sole.
Marco, il suo vicino storico.
Stesso pianerottolo, ma era certa di non conoscere neanche il di lui cognome.
Marco, settimo piano, come lei.
Marco, che nell'ascensore si toglie gli occhiali.
Marco che nella salita al piano schiaccia il pulsante ALT, la blocca contro la parete e la costringe a guardarlo.
Marco che le dice: "Click ...", prima di iniziare a strapparle i vestiti e a scoparla nell'ascensore bloccata.







malicewoman

25 settembre 2008

E lei tra noi ...





... vorrei ...
Per amore o per ridere ...
Ma so che non è così.
Vorrei perchè ...


Lei è morbida e liscia, ha occhi grandi, ciglia lunghe che si chiudono quando sospira e geme ... Labbra tumide che si posano lievi sulla mia pelle, e lasciano passare come una saetta la lingua che corre sul mio collo e scende avida ma lenta, conscia del suo potere.
Lei è accanto a me ed occupa il tuo posto.
Tu guardi, combattuto tra la voglia, pazza, ed il fastidio del sapere che tu non potrai mai farmi godere così.
Non di più o di meno, ma mai così.
Cerco il tuo sguardo, ma vengo rapita e le mie mani iniziano la guerra contro il tessuto che cela la di lei pelle.
Impazzisco, amore, quando le libero i seni sodi, turgidi.
Impazzisco e con me, lei.
Ha gambe lunghe, natiche sode, mani che frugano, ora.
Lingue ... mani
... gemiti ... E poi ...
E poi ci fermiamo, continuando a toccarci e a cercarci, ma ti stiamo chiamando.
E solo per un momento folle ti proibirei di avvicinarti.
Ma poi immagino te nella sua bocca, mentre la mia bocca cerca di soddisfare la sete.
Allora ti guardo, alzo la testa, mi avvicino a te ...
Ti bacio ... Mentre tu mi scopi entrando dentro di lei.



malicewoman


13 settembre 2008

In uno Sguardo


Voci, odore di buon cibo, risate di amici seduti al nostro tavolo.
Il vino, freddo e fruttato, nella mia bocca.
Mi dici che ho scelto bene, questo vino è uno dei tuoi preferiti.
Mi chiedi cosa faccio, come vivo.
Vengo interrotta nella risposta da Mario, che mi chiede di chi è una canzone che Ornella sta canticchiando.
Riprendo il bicchiere in mano, lo fai anche tu.
Alzi il bicchiere e metti i tuoi occhi nei miei.
Ed io ricambio lo sguardo ... E...


Avvicini la tua bocca alle mie labbra, la tua lingua inizia a guizzare contro la mia ... ci stringiamo, le tue mani mi scorrono addosso, impazzite, sul seno, sul culo, mi afferri i glutei e mi tiri a te, sento la tua erezione, il tuo cazzo duro contro il mio ventre. Continuiamo a baciarci, baci violenti, quasi dolorosi. Piano piano scivoliamo sul pavimento, via i vestiti, in fretta, ti prendo in bocca, ti succhio con la tua mano che mi spinge la testa con forza ... mi giri, il desiderio è urgente, la mia schiena contro il pavimento freddo, mi entri dentro ed inizi a scoparmi , una meravigliosa e lenta e violenta e animalesca scopata. Nessuna parola inutile, neanche una parola pronunciata, non ancora. Solo i nostri respiri fusi e ......

I nostri occhi che continuano a guardarsi da sopra i bicchieri, bevo ancora un goccio di nettare freddo, bevi anche tu.
Forse arrossisco, tu lo fai.
Mario mi parla, ride e mi chiede qualcosa che non capisco.
E' arrivato anche il primo, nel frattempo.
Ed io ho fame.
Ma tu continua a guardarmi, ti prego, continua a scoparmi.
Alla tua.


12 settembre 2008

Eros - Introduzione


Non poteva mancare ...
una sezione dedicata a frasi, racconti, poesie, prosa o lirica, sogni avverati o pulsioni mai soddisfatte, desideri nascosti o palesati ...
Tutto quanto riguarda il mondo dell'erotismo.
Il sesso vissuto o solo immaginato o bramato e realizzato, ma con quel pathos che lo distingue dall'accoppiamento meccanico.
Scrivete i vostri racconti, come anonimi o firmati, in questo spazio dove vorrei raccogliere brani che facciano invidia a Pauline Rèage, al Marchese famigerato e Sadico, ad Henry Miller dalle tinte troppo forti, a volte, all' Apollinaire delle undicimila verghe, ai signori della penna eccitante, insomma.


malicewoman

Malice - Introduzione



Benvenuti sul Forum di Malice Woman.
Il libero pensiero. Tutto ciò che dal cervello, passa alle dita, che si posano frenetiche sulla tastiera, dando vita ad un post, ad una discussione, ad una riflessione, ad un brano contenente uno sfogo, potete scriverlo qui. Il Forum di Malice, nessun tabù, se non quelli dettati dalla buona educazione. Non ho stabilito categorie, per ora, proprio per lasciare spazio totale a lirica o poesia, prosa o teatralità, opere prime o riferimenti a note parole di coloro che dell'arte di scrivere hanno riempito la loro stessa vita, migliorando la nostra, in quanto lettori.



malicewoman

Malice's Blog




La malizia. L'erotismo. La trasgressione.
Scrivete qui i vostri pensieri segreti ... Vi aspetto.
Malice.








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